Agostini: “Sinner, Marquez e gli idoli: così ci si innamora dello sport”

Giacomo Agostini racconta la MotoGp a pochi giorni dal Gp di Jerez: Marquez, Aprilia, il peso dell’elettronica e la caccia agli idoli. “Come Sinner nel tennis, serve un campione che faccia innamorare il pubblico. Marquez riparte da casa sua. Bezzechi è in splendida forma e ha una gran moto. Marc, dopo l’incidente che ha avuto a fine stagione lo scorso anno, è stato fermo e quest’inverno l’abbiamo visto tutti: ha provato poco o niente. È partito quindi in leggero ritardo rispetto agli altri e non si sente ancora al 100%. Poi c’è stato anche un altro stop, un riposo forzato purtroppo, ma penso che si sia preparato bene, perché naturalmente la prima gara in Europa sarà a casa sua, a Jerez. Senz’altro si presenterà agguerrito, sperando che tutti i suoi problemi fisici siano a posto. Se sarà così, vedremo un grande spettacolo”. 

Si esprime così Giacomo Agostini, vincitore di 15 titoli mondiali e riconosciuto come il più grande pilota motociclistico di tutti i tempi, in un’intervista all’Adnkronos da Madrid, dove domani, lunedì 20 aprile, si celebreranno i Laureus World Sports Awards 2026, di cui è ambassador, parlando della sfida per il Mondiale di MotoGp che riprende in Europa con il Gp di Jerez. 

Marquez potrebbe smettere a fine stagione?
 

“Dipende. Sarebbe un peccato per il Motomondiale, perché è stato uno che ha sempre dato spettacolo ed entusiasmato il pubblico. Se starà bene e sarà ancora in forma, credo che continuerà. Però lui ha sempre detto che, se deve lottare per il quinto o sesto posto, non è abituato a farlo e quindi potrebbe anche smettere. Dipende dalla stagione, dal fisico, dalle sue condizioni fisiche soprattutto”. 

Resterà in Ducati?
 

“Non lo so, ma in quel caso vedremmo una bella lotta”. 

Marquez vuole battere tutti i record?
 

“I record sono fatti per essere battuti. Io farei lo stesso. È normale. Ma vediamo come si troverà quest’anno. Credo che il campionato vero inizi domenica a Jerez: da lì capiremo davvero dove sono tutti. A Jerez spero di vedere Marquez sul podio”. 

Per chi tifa Agostini?
 

“Io tifo sempre per il pilota che mi fa divertire: può essere Marc, Bezzecchi, Martin, Bagnaia. Spero vinca il migliore. Marquez in Spagna è l’uomo da battere, ma l’Aprilia con Bezzecchi e Martin sta andando fortissimo. L’Aprilia ha fatto un grande passo avanti e ha due grandi piloti”. 

A marzo 2026 si è svolto un evento storico che ha riunito sette campioni – Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Kevin Schwantz e Freddie Spencer – in occasione della cena del MotoGP Hall of Fame, come è andata?
 

“È stata molto simpatica e divertente. Ognuno ha raccontato il proprio periodo e la propria storia. In pista c’è rivalità e quasi non ti guardi, mentre lì eravamo tutti tranquilli. È stata una bella idea. Non si possono mettere in pista campioni di epoche diverse, sarebbe un sogno, ma si possono mettere a tavola, liberi di raccontare”. 

L’Aprilia ha costruito una moto molto competitiva?
 

“Per ora sì, è fantastica e i piloti sono bravi. Però oggi la moto conta moltissimo: l’elettronica ha stravolto tutto. Io preferivo meno elettronica e più valore al pilota. Una volta si diceva ‘hai il polso’: eri tu a guidare la moto. Oggi quello che facevi tu lo fa l’elettronica. Quando la moto si impennava, io andavo avanti e la tenevo giù. Ora premi un bottone, e a volte l’elettronica fa anche brutti scherzi. Io vorrei che l’errore fosse del pilota, perché lì vedi davvero la bravura. Anche sulle gomme: oggi devi risparmiare per arrivare alla fine, ma noi facciamo gare di velocità, non di regolarità. Il pubblico vuole vedere il pilota al 100%, quello che fa cose che gli altri non riescono a fare. È per questo che amiamo Marquez, Messi, Maradona, Tomba, Sinner. Vogliamo l’idolo, il personaggio che fa innamorare il pubblico”. 

Tante critiche dai piloti anche in Formula 1?
 

“Con il nuovo regolamento rischi la vita per guadagnare dieci secondi e poi la safety car te li annulla…. Non lo trovo giusto. Non è più il pilota a dire ‘ho vinto io’: ha vinto l’ingegnere o la macchina. Per questo facciamo fatica a innamorarci del talento”. 

Un “Sinner” delle moto dopo Marquez?
 

“Non lo so, bisogna aspettare. Quest’anno servirà per capire meglio. Il prossimo anno cambierà tutto ancora: gomme nuove, la Pirelli al posto della Michelin. Sarà un anno di sorprese. Sono curioso di vedere chi avrà il miglior progetto e il miglior pilota. Ho una sensazione ma ho bisogno di conferme…”, ha concluso Agostini. (di Emanuele Rizzi) 

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