L’agroalimentare italiano continua a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’economia nazionale, ma per mantenere competitività sui mercati internazionali non bastano qualità e tradizione. Innovazione, certificazione, tracciabilità e capacità di fare rete sono oggi strumenti indispensabili per sostenere le imprese e valorizzare il Made in Italy.
Con questo obiettivo nasce il nuovo accordo tra l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) e Federitaly, siglato a Cosenza, che punta a offrire alle aziende agricole nuove opportunità di crescita e sviluppo. L’intesa rafforza una collaborazione già avviata negli anni e mette a sistema competenze, servizi e progettualità per accompagnare le imprese lungo un percorso di innovazione e internazionalizzazione, favorendo al tempo stesso la tutela delle produzioni italiane.
Una collaborazione a sostegno delle imprese
L’accordo unisce l’esperienza dell’Associazione Italiana Coltivatori, da sempre vicina al mondo agricolo, con gli strumenti sviluppati da Federitaly per promuovere il Made in Italy sui mercati internazionali. L’obiettivo è sostenere le imprese attraverso servizi dedicati alla valorizzazione delle produzioni, alla certificazione dell’origine e alla promozione commerciale.
Tra i progetti centrali figurano il marchio collettivo Filiera Agrecò, dedicato alle produzioni agricole di qualità, e la piattaforma Made in Italy Gate, che mette a disposizione delle aziende strumenti per la tracciabilità, la certificazione e l’accesso ai mercati esteri. L’iniziativa punta a rafforzare la competitività delle imprese, migliorare la riconoscibilità dei prodotti italiani e offrire ai consumatori maggiori garanzie sull’origine delle materie prime.

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Le sfide del Made in Italy
La crescente domanda di prodotti italiani conferma il valore dell’agroalimentare nazionale, ulteriormente rafforzato dal riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO. Restano però aperte alcune criticità, prima fra tutte la diffusione dell’Italian Sounding e delle imitazioni che continuano a sottrarre risorse alle imprese. «La richiesta di cibo italiano a livello globale è alta e la sua reputazione è migliorata grazie al riconoscimento della cucina italiana da parte dell’UNESCO. Tuttavia, ci sono ancora sfide significative legate alla contraffazione e al fenomeno dell’Italian Sounding, che vale oltre 72 miliardi di euro», ha dichiarato il presidente nazionale dell’AIC, Giuseppino Santoianni.
A incidere sul comparto contribuiscono anche le tensioni economiche e commerciali internazionali che, secondo quanto evidenziato dall’associazione, stanno influenzando l’andamento dell’export agroalimentare. Uno scenario che rende ancora più importante mettere a disposizione delle aziende strumenti capaci di rafforzarne la presenza sui mercati esteri.
Innovazione e tracciabilità
Tra gli aspetti più rilevanti dell’accordo c’è il rafforzamento dei sistemi di certificazione e tracciabilità. Oggi il consumatore richiede informazioni sempre più precise sull’origine dei prodotti e sui processi produttivi, rendendo la trasparenza un elemento decisivo per la competitività delle imprese.
L’utilizzo di strumenti digitali per certificare provenienza e qualità consente infatti di valorizzare le produzioni italiane, contrastare le imitazioni e rafforzare il rapporto di fiducia tra aziende e consumatori. Per molte piccole e medie imprese agricole rappresenta inoltre un’opportunità concreta per affrontare i mercati internazionali con maggiori garanzie e nuovi strumenti di promozione.

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La Calabria al centro del progetto
La firma dell’accordo a Cosenza conferma il ruolo sempre più centrale della Calabria nella valorizzazione dell’agroalimentare italiano. Negli ultimi anni la regione ha investito sulla promozione delle proprie eccellenze, rafforzando l’identità di produzioni che rappresentano un patrimonio economico e culturale di rilievo nazionale. «Le opportunità offerte da questo accordo possono rappresentare un’importante occasione di crescita per le aziende agricole calabresi e per tutte quelle realtà che intendono consolidare la propria presenza sui mercati internazionali», ha sottolineato Santoianni.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il consigliere per l’export agroalimentare del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Nicola Caputo, intervenuto in videocollegamento, e l’agri-chef Enzo Barbieri, fondatore e proprietario dell’Hotel Barbieri.
Un’alleanza che guarda al futuro
L’accordo tra AIC e Federitaly rappresenta un passo concreto verso un modello di sviluppo che mette al centro qualità, innovazione e collaborazione. In un mercato sempre più competitivo, fare rete significa offrire alle imprese strumenti per crescere, promuovere le eccellenze territoriali e affrontare con maggiore efficacia le sfide internazionali.
La valorizzazione del Made in Italy passa oggi anche dalla capacità di integrare competenze, servizi e innovazione in una strategia condivisa. È questa la direzione indicata dall’intesa tra AIC e Federitaly, che punta a sostenere la crescita dell’agroalimentare italiano e a consolidarne il ruolo come uno dei settori più rappresentativi dell’economia nazionale.

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