Camilla e il ricordo di Elisabetta II: “Si ritagliò un ruolo tutto suo in un mondo di uomini”

Il “profondo senso del dovere” e la sua capacità di “ritagliarsi un ruolo” in un mondo dominato dagli uomini. Sono le qualità che aveva la Regina Elisabetta II e di cui ha parlato la Regina Camilla in un documentario della Bbc andato in onda in occasione del centenario della sua nascita, che cade domani 21 aprile. “Credo che il dovere abbia prevalso su tutto”, ha detto della defunta Sovrana, scomparsa nel settembre 2022 all’età di 96 anni e dopo 70 anni di regno. “Non credo di aver mai visto nessuno avere un senso del dovere come il suo”. Camilla ha inoltre elogiato la compostezza di Elisabetta nell’essere diventata regina a soli 25 anni, quando Giorgio VI morì improvvisamente il 6 febbraio 1952, mentre Elisabetta e il futuro principe Filippo erano in viaggio in Kenya. Al suo ritorno, Elisabetta fu accolta da Winston Churchill e dai membri del suo governo. “Dev’essere stato davvero difficile, essere circondata da uomini molto più anziani. Non c’erano donne primo ministro o presidentesse. Lei era l’unica, quindi penso che si sia ritagliata un ruolo tutto suo”, ha detto Camilla. Ricordando la parata per il Giubileo di Platino nel giugno 2022, tre mesi prima della sua scomparsa, Camilla ha detto: “Ricordo che c’erano migliaia e migliaia di persone lungo le strade, lungo The Mall. Eravamo tutti alla ricerca di qualcosa che ci tirasse su il morale. È stato un giubileo incredibile. Lei era davvero al centro dell’attenzione. Non ho mai visto niente di simile. Tutti erano di buon umore”.  

 

Il documentario ‘Queen Elizabeth II: Her Story, Our Century’ ha esplorato l’evoluzione della Gran Bretagna durante il regno record di Elisabetta e si è avvalso delle testimonianze di amici, familiari, leader mondiali e storici, tra cui Barack Obama, Tony Blair, David Attenborough, il nipote maggiore Peter Phillips, Tom Jones e Helen Mirren, che ha interpretato Elisabetta nel film ‘The Queen’ del 2006 . Mirren ha dichiarato: “Era diventata una parte così intrinseca del tessuto della nostra vita, che era come se, tirando un filo, tutto si sarebbe sfaldato”.  

Blair – ricorda il Times – fu uno stretto consigliere di Elisabetta dopo la morte di Diana, Principessa del Galles, nel 1997, quando la famiglia reale dovette affrontare un’ondata di critiche pubbliche per non essere tornata immediatamente a Londra, scegliendo invece di rimanere in Scozia per alcuni giorni con i giovani principi William e Harry, che all’epoca avevano rispettivamente 15 e 12 anni. Parlando del ritorno di Elisabetta a Londra e del suo discorso in diretta alla nazione da Buckingham Palace alla vigilia dei funerali di Diana, che calmò gli animi dell’opinione pubblica, Blair ha affermato: “Aveva una chiara consapevolezza di quale dovesse essere il suo ruolo e di cosa rappresentasse, soprattutto in un momento così difficile per il Paese. E il suo genio consisteva, in un certo senso, nel guidare la monarchia attraverso quel periodo senza cambiare molto lei stessa… Non era ‘una’ Regina, ma ‘la’ Regina. Non credo che ne vedremo un’altra come lei”. 

Il programma esplora anche la leadership della defunta Regina in tempi di crisi nazionale, inclusa la pandemia di Covid, durante la quale morì Filippo all’età di 99 anni. Rigide restrizioni nazionali anti-Covid erano in vigore per il suo funerale, svoltosi il 17 aprile nella Cappella di San Giorgio a Windsor, a cui parteciparono solo 30 persone. Downing Street aveva offerto alla famiglia reale di derogare ad alcune restrizioni, tra cui il distanziamento sociale e la “bolla familiare”, che prevedeva che solo i membri dello stesso nucleo familiare potessero sedersi insieme. Ma la Regina rifiutò e seguì le linee guida osservate dal pubblico. Ciò portò a una delle immagini più emblematiche del suo regno: a capo chino, con indosso una mascherina nera, seduta da sola in lutto per la morte del marito, con cui era stata sposata per 73 anni. Obama e sua moglie, Michelle, strinsero un forte legame con Elisabetta dopo la loro visita di Stato nel Regno Unito nel 2011.  

“Ciò che mi ha colpito in ogni conversazione che ho avuto con lei è stata la profondità della sua esperienza”, ha detto Obama. “Comprendeva la portata della storia. Questo le conferiva rispetto sulla scena mondiale. La combinazione del senso del dovere con una qualità profondamente umana di gentilezza e considerazione, e senso dell’umorismo. Credo che sia questo che l’abbia resa così amata, non solo in Gran Bretagna, ma in tutto il mondo. Grazie al fatto di aver conosciuto ogni personaggio di spicco del XX secolo, rappresenta un ponte con la storia”.  

internazionale/royalfamilynews

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