Un trattore elettrico compatto, capace di muoversi tra i filari e di adattarsi a lavorazioni diverse. Si chiama eBacco ed è il progetto di E, startup agritech nata a Cecina e guidata dal 27enne Simone Barrella. Dopo oltre 400 ore di test, il mezzo si prepara alla presentazione a EIMA International di Bologna.

eBacco, il trattore elettrico nato da un’esigenza di famiglia
L’idea non è arrivata osservando il mercato da un ufficio, ma partendo dall’orto di famiglia. Barrella ha studiato design industriale a Pisa e non proviene da una famiglia di agricoltori. Il fratello, però, è agronomo ed è stato proprio un suo acquisto a mettere in moto il progetto.
Dovendo trovare un piccolo trattore compatto, aveva individuato online un modello degli anni Ottanta che sembrava adatto sia per prezzo sia per prestazioni. A quel punto è nata una domanda molto semplice: perché non costruirne uno?
«A livello costruttivo era tutto sommato semplice», racconta Barrella. Da quella considerazione è nato un piccolo team che ha iniziato a lavorare su un prototipo elettrico, progettato per svolgere più attività senza richiedere macchinari differenti. Il risultato è eBacco, una trattrice multifunzione compatta con una struttura che può modificarsi a seconda delle esigenze. Il retrotreno e l’assetto cambiano e il mezzo può passare da due a quattro ruote. Resta, allo stesso tempo, un trattore nel senso più tradizionale del termine, perché può trainare altre attrezzature.
Il prototipo ha già superato 400 ore di test, svolte e validate direttamente nelle aziende.
E parte dai vigneti
Il primo vero banco di prova sono i vigneti. Le dimensioni contenute permettono a eBacco di entrare nei filari e di essere utilizzato per diverse lavorazioni, dalla gestione ordinaria del terreno al taglio dell’erba.
Secondo Barrella, uno dei punti di forza è anche il costo iniziale, che garantirebbe un vantaggio rispetto ai competitor. Le possibili applicazioni non riguardano soltanto il lavoro agricolo: il mezzo può trovare spazio anche nella gestione del verde e nelle attività legate al turismo rurale. L’obiettivo, però, guarda già oltre il modello attuale. E vuole sviluppare progressivamente un veicolo sempre più autonomo, facendo dialogare la componente meccanica con software e dati.
«Il prodotto hardware è il nostro punto di ingresso, ma c’è anche la parte dei dati che crea un circolo unico», spiega il Ceo. Barrella parla di physical AI, ovvero di un’intelligenza artificiale che entra nel mondo fisico e affianca l’operatore nelle diverse attività.

Dall’hardware ai dati
Sotto le scocche in metallo e il telaio in acciaio, quindi, il progetto non si limita all’elettrificazione di un mezzo agricolo. La direzione scelta dalla startup è quella di raccogliere e utilizzare dati per supportare il lavoro sul campo e aumentare progressivamente il livello di autonomia.
Una filosofia che Barrella sintetizza attraverso una frase ascoltata ai tempi dell’università a Pisa: «Per innovare in un campo difficile come quello agricolo non c’è bisogno di fare la rivoluzione». E sta portando avanti il progetto anche attraverso Hubble, il programma di accelerazione di Nana Bianca promosso da Fondazione CR Firenze, al quale partecipa nel decimo batch. Sul fronte finanziario, la startup ha raccolto finora 300mila euro nel round pre-seed, ancora aperto, con un obiettivo complessivo di 550mila euro.

Patate in Europa: siccità e raccolti ridotti spingono i prezzi
Da EIMA International ai primi 100 eBacco
Il prossimo passaggio sarà la presentazione di eBacco a EIMA International di Bologna, una delle principali fiere dedicate alle macchine e alle tecnologie per l’agricoltura. Dall’11 novembre partiranno i preordini e il primo obiettivo commerciale di E è arrivare a 100 esemplari destinati ai viticoltori.
Saranno proprio i riscontri degli utilizzatori a indicare come far evolvere il progetto. La startup, però, immagina già impieghi che vanno oltre il vigneto. Tra gli scenari valutati ci sono la logistica e perfino le attività della Protezione Civile. Grazie alla possibilità di collegare diversi strumenti, eBacco può infatti essere equipaggiato con un argano oppure utilizzare una pompa per contribuire allo svuotamento di un’area.
E poi c’è un desiderio decisamente meno convenzionale. Il team vorrebbe far arrivare eBacco fino alla fattoria inglese di Jeremy Clarkson, ex conduttore di Top Gear e protagonista delle ormai celebri sperimentazioni agricole a Diddly Squat.
«Sarebbe un sogno mandarlo a Diddly Squat. Inizieremo a ragionarci su», ammette Barrella. Prima, però, la prova più importante resta quella dei filari: trasformare un prototipo nato da un’esigenza familiare in uno strumento capace di rendere più semplice il lavoro quotidiano di chi coltiva la terra.
La quarta rivoluzione agroalimentare: biotecnologie e biosoluzioni per produrre di più con meno

