Genova, stop a pubblicità di fonti fossili negli spazi pubblici. Centrodestra contro la mozione: “Follia green”

Il Consiglio comunale di Genova ha approvato ieri pomeriggio una mozione presentata da Alleanza Verdi Sinistra che chiede di introdurre restrizioni alla pubblicità legata alle fonti fossili negli spazi pubblici cittadini, in particolare nelle aree connesse al trasporto pubblico locale come fermate degli autobus, della metropolitana e impianti pubblicitari collegati alla mobilità urbana. Con questo atto, Genova diventa una delle prime città italiane ad avviare un percorso in questa direzione. La prima città italiana ad approvare una mozione analoga era stata Firenze. La mozione impegna la sindaca e la giunta a valutare misure concrete per limitare la promozione di prodotti ad alta impronta di carbonio negli spazi pubblici, con l’obiettivo dichiarato di rendere più coerenti le politiche cittadine con la dichiarazione di emergenza climatica già approvata negli anni scorsi.  

“Non possiamo continuare a dichiarare l’emergenza climatica e contemporaneamente consentire che lo spazio pubblico venga occupato dalla promozione di prodotti ad alta impronta di carbonio. È una contraddizione evidente e un messaggio sbagliato alla cittadinanza”, ha spiegato la capogruppo comunale di Avs Francesca Ghio. Il provvedimento si inserisce in un quadro europeo già in evoluzione. Secondo quanto ricordato dal consigliere comunale Lorenzo Garzarelli, anche lui Avs, “la Francia ha introdotto un divieto nazionale sulla pubblicità fossile nel 2022, mentre città come L’Aia, Stoccolma e Amsterdam stanno adottando misure analoghe per limitare messaggi considerati in contrasto con gli obiettivi climatici”.  

A livello internazionale, anche le Nazioni Unite hanno sollecitato interventi contro la promozione delle aziende legate alle fonti fossili, definendole tra i principali “motori del caos climatico” e paragonando questo tipo di comunicazione a quella del tabacco. Un richiamo che, secondo il consigliere Massimo Romeo (Avs), “assume un peso particolare in Liguria, dove negli ultimi anni si è registrato un aumento degli eventi meteorologici estremi”. “La proposta – spiegano i promotori -, nasce anche dal confronto con associazioni del territorio e reti europee impegnate sul tema, tra cui Cittadini Sostenibili e Fossil Free Advertising”.  

Con l’approvazione della mozione, l’amministrazione comunale avvia ora una fase di valutazione tecnica e amministrativa per definire eventuali limitazioni negli spazi pubblicitari cittadini e contrastare fenomeni di greenwashing. 

 

“Crediamo ci voglia un mix tra consapevolezza, responsabilità, sviluppo e tutela del territorio e questa proposta non coniuga nessuna di queste qualità. All’ideologia e alla volontà di accettare una sola versione della storia ritenuta valida della coalizione progressista rispondiamo riprendendo le parole del premier Meloni ‘non esiste un ecologista più convinto di un conservatore'”. Così all’Adnkronos il gruppo di Fdi in consiglio comunale. 

La mozione è passata con i voti della maggioranza, mentre l’opposizione di centrodestra si è espressa in modo fortemente contrario. Il capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi già ieri, durante la discussione in consiglio comunale aveva definito il provvedimento “ideologico e scollegato dalla realtà economica e geopolitica attuale”. Secondo Piciocchi, contattato dall’Adnkronos, “misure di questo tipo rischiano di penalizzare comparti strategici come trasporto aereo, crociere e automotive e di incidere sull’occupazione, mentre la transizione ecologica dovrebbe passare da innovazione e sviluppo e non da divieti o restrizioni”. 

Contraria anche la capogruppo della Lega Paola Bordilli, che all’Adnkronos ha parlato di “follia green” e ha messo in discussione “la solidità normativa delle restrizioni previste”. Bordilli ha inoltre ricordato che “Genova non è la prima città ad avviare iniziative di questo tipo”, citando il precedente di Firenze, e ha espresso “preoccupazione per possibili effetti sulla libertà d’impresa e sulla concorrenza”. 

 

 

”Credo che qusta sia una iniziativa ideologica, al di fuori del tempo e dello spazio…”. Edoardo Rixi, viceministro leghista al Mit, boccia così la mozione. ”Oggi – avverte all’Adnkronos Rixi – il vero problema è il caro dei carburanti e non certo l’emissione di gas fossili. Spero che l’azienda di trasporti pubblici locale non aggravi ancora di più i suoi già noti problemi di bilancio, rinunciando a una parte della pubblicità”. 

 

 

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