L’estate è la stagione del movimento. Passeggiate in montagna, escursioni, sport all’aria aperta e giornate trascorse nella natura rappresentano un’occasione preziosa per prendersi cura del proprio benessere. Tuttavia, per chi convive con un’infiammazione cronica o con problematiche a carico di articolazioni e muscoli, questo periodo può coincidere con una riacutizzazione dei sintomi. L’aumento dell’attività fisica, infatti, sottopone il corpo a uno sforzo maggiore e può rendere più evidenti dolore, rigidità e limitazioni funzionali. Per questo motivo cresce l’interesse verso la medicina rigenerativa, un settore in continua evoluzione che punta a sostenere le capacità naturali dell’organismo di mantenere l’equilibrio e favorire la riparazione dei tessuti.
La ricerca che guarda ai meccanismi dell’infiammazione
A rafforzare questa prospettiva contribuisce una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica «Mediators of Inflammation», co-firmata dal Professor Carlo Tremolada, tra i principali esperti internazionali di medicina rigenerativa. Lo studio si è concentrato sull’attività biologica del secretoma del tessuto adiposo micro-frammentato (MFAT), cioè l’insieme delle sostanze rilasciate naturalmente dal tessuto dopo il suo trattamento. L’obiettivo della ricerca era comprendere come queste molecole possano influenzare i processi che regolano l’infiammazione. Attraverso un modello cellulare costituito da monociti e macrofagi umani, gli studiosi hanno valutato il comportamento di alcune proteine coinvolte nel richiamo delle cellule immunitarie nelle aree interessate dal processo infiammatorio.
I risultati hanno mostrato una riduzione di circa tre volte dell’espressione della molecola ICAM-1 e una marcata diminuzione della produzione della proteina MCP-1 nell’83% dei campioni analizzati. Entrambe svolgono un ruolo fondamentale nel favorire la migrazione delle cellule immunitarie verso i tessuti infiammati. Lo studio evidenzia inoltre un dato particolarmente rilevante dal punto di vista della sicurezza: il secretoma non ha stimolato la proliferazione né delle cellule normali né di quelle tumorali. Secondo gli autori, questi risultati aiutano a comprendere uno dei possibili meccanismi attraverso cui il tessuto adiposo micro-frammentato può contribuire al controllo dell’infiammazione articolare mediante una cosiddetta azione «paracrina», ossia mediata dalle sostanze biologicamente attive prodotte dal tessuto stesso.

Foto: Ufficio Stampa
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Perché l’estate può accentuare i dolori articolari
Durante i mesi estivi molte persone aumentano spontaneamente il livello di attività fisica. Camminate più lunghe, escursioni, ciclismo, padel, trekking o semplicemente una vita più dinamica possono rappresentare un carico importante per articolazioni e tessuti già interessati da fenomeni infiammatori cronici. «Durante i mesi estivi l’infiammazione cronica tende ad accentuarsi e proprio su questo terreno la medicina rigenerativa può fare la differenza», spiega il Professor Carlo Tremolada. «L’obiettivo non è sostituire ciò che il corpo perde, ma valorizzarne le risorse biologiche, sostenendo i naturali meccanismi di equilibrio e di riparazione dei tessuti». Si tratta di un approccio che guarda all’organismo nella sua complessità, cercando di favorire il recupero funzionale attraverso strategie personalizzate e supportate dall’evidenza scientifica.

L’esperienza della medicina rigenerativa in alta quota
Questa filosofia viene applicata anche presso Image Regenerative Clinic di St. Moritz, dove vengono sviluppati protocolli clinici costruiti sulle esigenze del singolo paziente. L’ambiente dell’alta quota rappresenta un elemento complementare del percorso terapeutico, inserendosi in un contesto dedicato al recupero fisico e al benessere complessivo della persona. Tra le metodiche impiegate figura Lipogems®, tecnologia brevettata, certificata CE e approvata dalla FDA che utilizza il tessuto adiposo micro-frammentato come risorsa biologica rigenerativa. Attraverso un processo sterile e controllato vengono preservate le proprietà biologiche del tessuto, successivamente reintrodotto nell’area interessata con l’obiettivo di sostenere la funzionalità e i processi naturali di riparazione.
Un approccio integrato e personalizzato
Accanto a Lipogems®, la clinica utilizza anche l’ossigeno-ozonoterapia, trattamento che sfrutta una miscela di ossigeno medicale e ozono per favorire l’ossigenazione dei tessuti, sostenere il metabolismo cellulare e contribuire al controllo dei processi infiammatori. È una metodica impiegata in diversi ambiti clinici, dal trattamento del dolore cronico fino al recupero funzionale e sportivo. Quando il quadro clinico è più complesso, il percorso può includere anche la Toxopheresis®, procedura extracorporea che permette una filtrazione selettiva del sangue dopo una valutazione approfondita dei parametri metabolici, immunologici e infiammatori del paziente. Diversamente dai comuni percorsi «detox», questo trattamento viene personalizzato sulla base di dati clinici e laboratoristici, con l’obiettivo di individuare la strategia più adatta per ogni singolo caso.

Ricerca e innovazione per il benessere delle articolazioni
La pubblicazione su «Mediators of Inflammation» rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di ricerca dedicato alla medicina rigenerativa. Sebbene il settore sia ancora in continua evoluzione, studi come questo contribuiscono a chiarire i meccanismi biologici alla base di trattamenti sempre più mirati. Comprendere come sostenere le naturali capacità dell’organismo di controllare l’infiammazione e favorire la riparazione dei tessuti significa aprire nuove prospettive nella gestione del dolore articolare e muscolare. Soprattutto in estate, quando il desiderio di muoversi e vivere la natura cresce, poter contare su approcci personalizzati e fondati sull’evidenza scientifica rappresenta un’opportunità importante per migliorare la qualità della vita.

