Il comparto vitivinicolo umbro attraversa una fase delicata e, secondo Confagricoltura Umbria, è arrivato il momento di affrontarla con una strategia comune. L’organizzazione ha chiesto alla Regione Umbria la convocazione urgente di un tavolo dedicato al vino, con l’obiettivo di riunire istituzioni, consorzi e produttori per costruire un percorso condiviso capace di rilanciare uno dei settori più rappresentativi dell’economia regionale.
La richiesta nasce in un contesto caratterizzato da consumi in calo, difficoltà commerciali e prezzi che, secondo gli operatori, spesso non riescono a valorizzare adeguatamente la qualità delle produzioni umbre. Una situazione che rischia di mettere sotto pressione molte aziende e di scoraggiare alcuni viticoltori dal proseguire l’attività.

Un settore che deve ritrovare compattezza
Confagricoltura sottolinea come negli ultimi anni siano nate numerose iniziative per sostenere il vino umbro, spesso animate da obiettivi condivisibili ma sviluppate senza un reale coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti. Per l’associazione, la sfida oggi non è tanto moltiplicare i progetti quanto costruire una visione unitaria che permetta di valorizzare al meglio le risorse disponibili e affrontare con maggiore forza le trasformazioni del mercato.
A rilanciare questo messaggio è stato il presidente di Confagricoltura Umbria, Matteo Pennacchi, intervenuto al termine della riunione della Sezione regionale di prodotto vitivinicola presieduta da Filippo Antonelli.
«Il binomio vino e territorio rappresenta uno degli strumenti più efficaci per valorizzare l’Umbria e la sua capacità di attrarre turismo», ha spiegato Pennacchi, annunciando di aver scritto all’assessore regionale Simona Meloni per chiedere la convocazione di un tavolo permanente dedicato al settore.
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Un modello già sperimentato con Umbria Top
Secondo Confagricoltura, il comparto ha già dimostrato di saper fare sistema.
Negli anni la nascita di Umbria Top ha permesso di superare una parte della frammentazione che caratterizzava il settore, riunendo i principali consorzi di tutela e favorendo progetti comuni di promozione, oltre a una gestione più efficace delle risorse regionali e comunitarie. Tra i risultati più evidenti c’è anche la partecipazione coordinata a Vinitaly, diventata negli anni uno degli strumenti principali di promozione del vino umbro.
Su questa esperienza si inserisce anche il Distretto di Qualità del Vino Umbro, coordinato da Umbria Top e sostenuto con risorse del PNRR attraverso il Ministero dell’Agricoltura. Il progetto punta non solo a finanziare gli investimenti delle singole aziende, ma anche a rafforzare le iniziative comuni di promozione del territorio e delle produzioni regionali.

Le sfide: mercato, IGT e valorizzazione del territorio
Tra i temi che Confagricoltura ritiene prioritari c’è anche il futuro dell’IGT Umbria, da tempo al centro del confronto tra gli operatori del settore. L’organizzazione ritiene sia arrivato il momento di valutare concretamente la nascita di un Consorzio di tutela, qualora l’intera filiera ne riconosca il valore strategico.
Per il presidente Pennacchi, il rilancio del comparto passa soprattutto dalla capacità di creare valore. Per questo propone di misurare i risultati delle politiche di settore attraverso tre indicatori concreti: l’aumento dei volumi commercializzati, la crescita del valore medio di vendita dei vini umbri e l’espansione verso nuovi mercati.
Fare sistema per affrontare un mercato che cambia
L’appello di Confagricoltura va oltre la richiesta di un semplice tavolo istituzionale. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso tra imprese, consorzi e istituzioni capace di accompagnare il settore in una fase di profonda trasformazione.
In un mercato sempre più competitivo, dove la qualità da sola non basta più a garantire redditività, il coordinamento tra i diversi attori della filiera diventa uno strumento essenziale per rafforzare il posizionamento del vino umbro e sostenere le imprese che continuano a investire sul territorio. Per Confagricoltura, è proprio da questo confronto che può partire una nuova fase di sviluppo per uno dei comparti simbolo dell’agricoltura regionale.

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