La vendemmia torna a essere una festa da vivere. Fino al 25 ottobre, Cantine Aperte in Vendemmia porta nelle aziende del Movimento Turismo del Vino un calendario di esperienze che racconta la nascita del vino attraverso raccolta, assaggi del mosto, passeggiate e incontri con i produttori. Un viaggio nell’enoturismo italiano che unisce tradizione, socialità e attenzione al paesaggio nel nostro Paese.
Cantine Aperte in Vendemmia avvicina i giovani al mondo del vino
La degustazione non è più l’unico modo per entrare in relazione con il vino. Le cantine del Movimento Turismo del Vino propongono esperienze partecipative pensate anche per famiglie e giovani, trasformando la vendemmia in un’occasione per conoscere il territorio attraverso i suoi ritmi e le sue persone. Raccolta dell’uva, pigiatura, misurazione della gradazione zuccherina e assaggio del mosto permettono di osservare da vicino un processo.
Secondo il Report Enoturismo e Vendite DTC 2026 dell’Osservatorio Wine Suite, il 25% dei visitatori delle cantine nell’ultimo anno aveva tra 18 e 30 anni. Un dato che suggerisce come l’interesse delle nuove generazioni possa crescere quando il vino diventa parte di un’esperienza più ampia, fatta di storytelling, paesaggio e condivisione, invece di essere presentato soltanto attraverso gli aspetti tecnici.

Beatrice Marcia, la giovane pastora del Casentino che racconta la vita in fattoria sui social
Il vino racconta il territorio attraverso esperienze autentiche
Ogni regione interpreta la vendemmia secondo le proprie tradizioni. Tra i filari si alternano picnic, merende a chilometro zero, pranzi e cene con il vignaiolo, concerti, danze, visite culturali, degustazioni alla cieca e laboratori per bambini. Non mancano attività dedicate all’olio EVO, alla grappa e al cioccolato, esperienze con le api, giri in carrozza, visite in cantina e percorsi dedicati alla scoperta dei vitigni locali.
L’obiettivo è costruire un rapporto più diretto con il mondo vitivinicolo, lasciando che siano i luoghi e le persone a guidare il racconto. «Le nostre cantine stanno interpretando lo spirito della vendemmia con un palinsesto di attività all’insegna della scoperta del vino», spiega Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino.
Vigneti Aperti 2026 porta la sostenibilità tra i filari
La stagione della vendemmia si intreccia anche con Vigneti Aperti 2026, che nelle ultime settimane invita a riscoprire il paesaggio vitivinicolo attraverso sostenibilità e cura dell’ambiente. Il racconto parte dal suolo e dalla gestione consapevole delle risorse, arrivando al riutilizzo degli scarti della vendemmia e alla relazione tra ecosistema e produzione.
È una prospettiva che amplia il significato dell’enoturismo: visitare una cantina significa conoscere ciò che accade prima e dopo la degustazione, dai lavori agricoli alla gestione degli spazi. La campagna diventa un luogo di benessere, educazione e socialità, dove la cultura del vino incontra una maggiore attenzione verso il futuro del territorio ogni anno.

EVOLIO Expo 2027: tecnologia e tracciabilità per l’olio EVO italiano
Cantine Aperte in Vendemmia 2026: gli appuntamenti regionali
Il calendario coinvolge numerose regioni italiane. In Abruzzo, 11 cantine propongono raccolta manuale, pigiatura e degustazioni; in Campania, 6 aziende uniscono assaggi dell’uva, visite e laboratori. In Emilia-Romagna, Cantina Agrivar accompagna i visitatori dalla vendemmia alla degustazione, mentre nel Lazio 3 cantine propongono vintage wine tour tra i Castelli Romani.
In Piemonte sono 8 le cantine coinvolte, con picnic, concerti e feste di fine vendemmia. La Toscana conta 15 aziende, con attività per bambini, trekking, degustazioni e laboratori; in Trentino Alto Adige Cantina Toblino organizza vendemmie didattiche. In Umbria partecipano 12 aziende con raccolta, pigiatura, mosto e attività gastronomiche, mentre in Veneto 3 cantine propongono degustazioni itineranti, visite e merende a chilometro zero.
Fino al 25 ottobre, la vendemmia diventa quindi un racconto collettivo dell’Italia rurale: un modo per incontrare produttori, paesaggi e tradizioni, ma anche per scoprire un enoturismo capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la terra.

I Frutti del Castello: a Paderna la biodiversità d’autunno torna protagonista

