Grappoli Urbani, tre giovani enologi recuperano le vigne abbandonate

Tra Scandicci e il Mugello, un progetto agricolo restituisce vita a vigneti e terreni incolti attraverso affitti a lungo termine, produzione di vino e valorizzazione dei prodotti locali


Tra Scandicci e il Mugello, un progetto agricolo restituisce vita a vigneti e terreni incolti attraverso affitti a lungo termine, produzione di vino e valorizzazione dei prodotti locali.

Recuperare vigneti abbandonati e trasformarli in una nuova opportunità agricola. È questa l’idea alla base di Grappoli Urbani, il progetto nato nel 2024 dall’iniziativa degli enologi Michele Bevacqua e Daniele Macchia. Tra Scandicci e il Mugello, l’attività riporta in produzione terreni inutilizzati, puntando su vino, olio e valorizzazione del territorio.

I due fondatori si conoscono dai tempi dell’università a Firenze, ma hanno costruito esperienze professionali differenti. Bevacqua ha lavorato anche all’estero, mentre Macchia si è specializzato nel Sangiovese e nel Chianti Classico. Competenze che oggi si incontrano in un’attività agricola basata sul recupero di ciò che già esiste.

«Ci piace definirci restauratori di vigneti», racconta Bevacqua. Una definizione che descrive bene il loro lavoro: individuare terreni trascurati, intervenire sulle piante e restituire produttività a porzioni di campagna destinate, altrimenti, a rimanere inutilizzate.

Foto: Pexels

Grappoli Urbani, il recupero parte dagli affitti agricoli

Acquistare terreni nelle zone vitivinicole toscane può richiedere investimenti importanti. Anche realizzare un nuovo vigneto comporta costi elevati e diversi anni di attesa prima di ottenere una produzione significativa.

Per questo Grappoli Urbani ha scelto la strada degli affitti agricoli, privilegiando contratti di dieci o quindici anni. Una soluzione che permette di programmare gli interventi e lavorare su vigneti già esistenti, evitando di partire ogni volta da zero.

Spesso gli appezzamenti appartengono a famiglie che non riescono più a occuparsene, oppure a proprietari anziani senza qualcuno disposto a proseguire l’attività.

Se inizialmente erano i fondatori a cercare i terreni da recuperare, oggi sono sempre più numerosi i proprietari che li contattano direttamente, inviando le particelle catastali per valutare una possibile collaborazione.

Restano alcune difficoltà, soprattutto quando un terreno viene restituito al proprietario dopo essere stato recuperato. Da qui l’importanza di costruire accordi duraturi, capaci di tutelare il lavoro svolto.

Dalle vigne abbandonate a quattro vini: la produzione di Grappoli Urbani

Nel 2026 il progetto ha raggiunto la sua terza vendemmia, arrivando a produrre quattro etichette che raccontano le caratteristiche dei territori coinvolti. La produzione comprende un rosato ottenuto da un singolo vigneto di Scandicci, un bianco e due rossi provenienti dal Mugello.

Per questi ultimi sono state adottate tecniche differenti. Il primo utilizza la macerazione a grappolo intero, ispirata allo stile del Beaujolais, mentre il secondo segue una lavorazione più tradizionale, con affinamento in barrique. Le scelte produttive non seguono necessariamente la divisione dei singoli appezzamenti, ma tengono conto delle quantità disponibili e delle caratteristiche enologiche ricercate.

È un approccio flessibile, che permette di adattare la produzione alle condizioni dei vigneti recuperati.

Foto: Pexels

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Non solo vino: Grappoli Urbani punta anche su olio e orticoltura

A Scandicci, il progetto coinvolge una superficie di circa due ettari e mezzo, dove convivono vigneti, oliveti e terreni da recuperare. Una parte degli spazi è stata trasformata in orto, mentre con il supporto del Comune si sta preparando una nuova attività dedicata all’orticoltura.

«Vogliamo dare valore anche al paesaggio che circonda le vigne», spiega Bevacqua.

L’obiettivo è quindi ampliare progressivamente il recupero agricolo, evitando di concentrare tutte le risorse esclusivamente sulla produzione vitivinicola.

Dagli oliveti, caratterizzati da varietà come Frantoio, Moraiolo e una quota di Leccino, nasce anche un olio extravergine utilizzato nel bistrot di Scandicci.

Il locale rappresenta un ulteriore punto di incontro tra il progetto e il pubblico. La cucina valorizza ingredienti semplici e prodotti agricoli selezionati, come nel pan y tomate preparato con pomodori dell’orto e un pesto di capperi di Salina, mandorle e basilico.

Accanto alle produzioni proprie trovano spazio salumi, vini e specialità di altre realtà agricole, con particolare attenzione ai piccoli produttori, agli agricoltori e agli allevatori del Mugello.

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Un punto vendita a Scandicci e nuovi progetti per il territorio

Nel 2026 Grappoli Urbani ha ampliato la propria attività con l’apertura di un punto vendita a Scandicci, realizzato attraverso la ristrutturazione di un vecchio magazzino.

Lo spazio permette di proporre specialità agricole toscane e prodotti provenienti anche da altri territori, rafforzando il rapporto tra chi produce e chi acquista.

Al fianco di Bevacqua e Macchia lavora Andrea Carisio, anche lui enologo e amico conosciuto durante gli anni universitari. I tre soci seguono direttamente gran parte delle attività, ricorrendo ad aiuti aggiuntivi nei periodi di maggiore lavoro.

L’intenzione è continuare a crescere gradualmente, individuando nuovi vigneti, oliveti e campi incolti da riportare in produzione.

Una scelta che richiede competenze tecniche, investimenti e capacità di affrontare le difficoltà quotidiane dell’agricoltura, dai contratti di affitto alla gestione delle potature e delle vendemmie.

Con Grappoli Urbani, il recupero dei terreni diventa anche un modo per avvicinare la città alla campagna, creare nuove occasioni economiche e preservare un paesaggio agricolo che rischia di scomparire.

Il progetto dimostra come sia possibile costruire un’attività partendo da risorse già presenti sul territorio, dando una seconda possibilità a vigneti e campi che hanno ancora molto da offrire.

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