Agricoltura sociale in Umbria, 150mila euro per cinque progetti sostenuti da Fondazione Perugia

Dall'inserimento lavorativo delle persone con disabilità ai percorsi riabilitativi nelle fattorie sociali, cinque iniziative mettono in relazione agricoltura, inclusione e sviluppo delle comunità locali

L’agricoltura può diventare anche un’occasione di formazione, autonomia e partecipazione alla vita delle comunità. È questa la prospettiva che guida i cinque progetti di agricoltura sociale sostenuti da Fondazione Perugia con uno stanziamento complessivo di 150mila euro, presentati lunedì 26 ottobre nella Sala delle Colonne della Fondazione. Le iniziative coinvolgeranno diverse realtà umbre, con attività che spaziano dall’inserimento lavorativo delle persone con disabilità ai percorsi riabilitativi, fino alla creazione di nuovi servizi sociali legati al territorio.

I progetti sono stati selezionati nell’ambito del bando Coltivazioni Sociali, che porta in Umbria un’iniziativa nazionale promossa da Filiera Futura, in collaborazione con Fondazione Campagna Amica. L’obiettivo è favorire una collaborazione più stabile tra imprese agricole, organizzazioni del Terzo Settore e istituzioni, valorizzando le attività nei campi come strumenti concreti per rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità.

Alla presentazione sono intervenuti Roberto Moncalvo, membro del consiglio direttivo di Filiera Futura, Dominga Cotarella, presidente nazionale di Fondazione Campagna Amica, e Franco Moriconi, vicepresidente di Fondazione Perugia. Al centro dell’incontro, le opportunità offerte da un modello agricolo che affianca alla produzione alimentare attività educative, formative e di inclusione, soprattutto nei territori dove l’accesso ai servizi e alle opportunità occupazionali risulta più complesso.

Coltivazioni Sociali, un progetto che unisce agricoltura e welfare

Il programma nasce dalla volontà di riconoscere alle aziende agricole un ruolo che va oltre quello produttivo. Nelle aree rurali e interne, dove l’invecchiamento della popolazione, l’isolamento e la progressiva riduzione dei servizi rappresentano questioni sempre più rilevanti, le imprese possono contribuire alla costruzione di nuove forme di sostegno sociale.

Attraverso le attività agricole, infatti, è possibile sviluppare percorsi professionali per persone che incontrano difficoltà nell’accesso al lavoro, organizzare esperienze educative e favorire la partecipazione di chi rischia di rimanere escluso dalla vita della comunità. La coltivazione, la cura degli animali, la trasformazione dei prodotti e la vendita diventano così occasioni per acquisire competenze, costruire relazioni e sperimentare una maggiore autonomia.

Coltivazioni Sociali prende ispirazione da esperienze già sviluppate in diversi territori italiani, tra cui quella della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. A promuoverne la diffusione è Filiera Futura, associazione attiva dal 2020 nel campo dell’innovazione agroalimentare, che mette in collegamento fondazioni di origine bancaria, università e organizzazioni del settore per sostenere lo sviluppo delle filiere locali.

Fondazione Campagna Amica contribuisce al programma attraverso il proprio supporto tecnico-scientifico, accompagnando la costruzione delle iniziative e valorizzando le competenze delle aziende agricole multifunzionali. Ogni progetto viene adattato alle esigenze del territorio in cui sarà realizzato e si sviluppa attraverso partenariati che prevedono la presenza di almeno un’impresa agricola, insieme ad altri soggetti coinvolti nelle attività sociali.

L’intervento umbro si affianca a quello già sostenuto in Piemonte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, dove sono stati finanziati altri otto progetti. Complessivamente, il programma conta 13 iniziative territoriali e 370mila euro di risorse stanziate.

Foto: pexels

I cinque progetti sostenuti da Fondazione Perugia

Le iniziative selezionate affrontano esigenze differenti, ma condividono l’intenzione di utilizzare il lavoro agricolo come occasione di crescita personale e di partecipazione sociale. Dai laboratori dedicati alle erbe officinali alla produzione di zafferano, fino agli orti biologici e ai mercati contadini, le attività saranno organizzate in modo da coinvolgere persone con fragilità diverse, valorizzandone capacità e potenzialità.

Ogni progetto nasce dall’analisi di bisogni specifici e coinvolge realtà associative, cooperative sociali e imprese agricole impegnate nella costruzione di percorsi di autonomia. Particolare attenzione sarà riservata all’acquisizione di competenze pratiche, alla possibilità di sperimentare responsabilità quotidiane e alla creazione di opportunità di inserimento lavorativo.

Le attività si svolgeranno in diversi comuni umbri, con programmi pensati per adattarsi alle caratteristiche dei partecipanti e alle risorse disponibili sul territorio. Un approccio che punta a rendere le esperienze agricole parte di un percorso più ampio, nel quale formazione, relazioni sociali e prospettive professionali possano trovare spazio all’interno della stessa iniziativa.

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Fili di Terra, dalla formazione agricola alle prime esperienze di lavoro

Tra Gubbio, Gualdo Tadino e Nocera Umbra prenderà forma Fili di Terra, progetto promosso da Asad che punta a offrire nuove opportunità formative e lavorative attraverso la viticoltura sociale e la coltivazione delle erbe officinali.

L’iniziativa nasce in un’area appenninica dove la dispersione geografica può accentuare l’isolamento delle persone con disabilità e rendere più difficile l’accesso a percorsi di autonomia. Un problema che si intreccia con quello dei giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet, la cui incidenza nella fascia territoriale considerata dal progetto si avvicina al 18%.

Il programma prevede attività di orientamento, valutazione delle competenze e laboratori dedicati alle capacità relazionali e professionali. Accanto al lavoro in vigna e alla conoscenza delle piante officinali, saranno organizzate esperienze in fattoria didattica e iniziative legate alla preparazione del cibo, comprese le merende sociali realizzate con la Caritas.

L’obiettivo è accompagnare i partecipanti in un percorso che possa proseguire anche al di fuori delle attività formative. Sono infatti previsti almeno tre tirocini o borse lavoro, la certificazione delle competenze acquisite e la sottoscrizione finale di un protocollo d’intesa, con l’intenzione di dare continuità alla collaborazione tra i soggetti coinvolti.

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Ortolab, un orto biologico per costruire autonomia e relazioni

A Torgiano, nel territorio di Perugia, il Consorzio Auriga Società Cooperativa Sociale svilupperà Ortolab, un laboratorio agricolo di comunità ospitato presso Coltivare Talenti. In questo caso, l’orto biologico sarà il punto di partenza per attività che uniscono formazione professionale, riabilitazione e partecipazione sociale.

I partecipanti potranno conoscere le diverse fasi della filiera biologica, dalla coltivazione alla commercializzazione dei prodotti, sperimentando anche la vendita diretta nel punto vendita in campo. Il percorso comprenderà esercitazioni pratiche sulle competenze relazionali e incontri con aziende agricole, con il coinvolgimento della rete Campagna Amica per favorire eventuali opportunità di inserimento lavorativo. Il progetto prevede inoltre tre appuntamenti pubblici denominati Aperitivi Bio, pensati per aprire l’esperienza alla comunità e creare occasioni di incontro.

L’aspetto professionale si affianca a quello sociale: per le persone che vivono condizioni di isolamento o dispongono di poche opportunità formative, l’orto può rappresentare un ambiente nel quale confrontarsi con responsabilità e attività quotidiane. Anche gli anziani potranno trovare nella coltivazione uno strumento per mantenersi attivi e condividere conoscenze con le generazioni più giovani.

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Casa & Seme, un nuovo rapporto con il cibo attraverso la natura

Il rapporto con il cibo e con il proprio corpo è al centro di Casa & Seme, iniziativa promossa da Il Pellicano Aps nei territori di Gubbio, Gualdo Tadino e Perugia. Il progetto si rivolge a persone con disturbi alimentari e disabilità, proponendo esperienze in ambiente agricolo integrate con percorsi riabilitativi personalizzati. Ogni partecipante sarà seguito attraverso una valutazione multidisciplinare e un Progetto Riabilitativo Individuale, sulla base del quale verranno individuate le attività più appropriate. L’inserimento protetto in fattoria comprenderà orti sensoriali, esercizi di grounding, finalizzati a favorire il contatto con le sensazioni corporee e l’ambiente circostante, e attività di familiarizzazione con gli alimenti.

Il lavoro con la terra viene proposto come supporto a un percorso nel quale il cibo può essere vissuto con difficoltà, rigidità o timore. La possibilità di osservare la crescita degli ortaggi, prendersene cura e partecipare alla loro raccolta offre un contesto pratico nel quale affrontare gradualmente alcune di queste difficoltà.

Sono previste anche attività di formazione per operatori e volontari, oltre all’organizzazione di mercati contadini a chilometro zero gestiti dagli stessi partecipanti. Il collegamento con i servizi di accompagnamento al lavoro consentirà inoltre di valutare percorsi di tirocinio e borse lavoro, affiancando agli obiettivi riabilitativi nuove occasioni di partecipazione professionale.

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Il Filo Rosso, lo zafferano come occasione di crescita per i giovani con disabilità

Tra Città della Pieve e Spello, L’Arte di Sognare Cooperativa Sociale realizzerà Il Filo Rosso, progetto rivolto ai giovani con disabilità che affrontano il passaggio dal percorso scolastico alla vita adulta. Si tratta di una fase nella quale possono venire meno attività strutturate, relazioni quotidiane e occasioni per mettere in pratica le competenze acquisite durante gli anni di scuola. Il progetto intende intervenire proprio su questo passaggio, attraverso un’esperienza agricola organizzata in compiti progressivi e adattabili alle capacità individuali.

Le attività comprenderanno la coltivazione dello zafferano, la gestione dell’orto, della serra e delle piante aromatiche. I partecipanti saranno coinvolti nella cura delle colture, nella raccolta e nella lavorazione dei prodotti, fino alla sfioritura manuale dello zafferano, all’essiccazione, al confezionamento e all’etichettatura. Ogni fase permetterà di lavorare su abilità differenti, dalla precisione manuale alla capacità di organizzare le proprie attività, seguendo obiettivi personalizzati e osservabili nel tempo.

Sono inoltre previsti almeno tre momenti pubblici nei quali condividere il percorso realizzato. Una parte del lavoro sarà dedicata a verificare la possibilità di replicare l’esperienza presso La Semente, a Spello, per valutare l’applicazione del modello anche in altri contesti.

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ColtiviAMO Valori, dalle erbe aromatiche a un prodotto sostenibile

Il quinto progetto, ColtiviAMO Valori, sarà realizzato a Perugia da Sussidia Aps e metterà insieme inclusione lavorativa e attenzione all’ambiente attraverso la coltivazione di piante aromatiche e officinali.

L’iniziativa prevede laboratori esperienziali denominati Tutti in campo!, durante i quali i partecipanti saranno coinvolti nella preparazione dei semenzai e nelle attività necessarie alla crescita delle piante. La produzione sarà poi destinata alla realizzazione di eco-box biodegradabili, confezioni prive di plastica che potranno essere commercializzate attraverso mercatini e canali della grande distribuzione.

Il programma nasce per rispondere anche alla mancanza di opportunità e di impegni significativi che può caratterizzare la quotidianità di alcune persone con disabilità. Attraverso la realizzazione di un prodotto destinato alla vendita, i partecipanti potranno vedere riconosciuto il proprio contributo all’interno di un’attività produttiva. Gli obiettivi indicati prevedono la realizzazione di 3mila eco-box, la formazione di almeno sei persone e l’attivazione di quattro collaborazioni lavorative. Il progetto sarà inoltre aperto alla cittadinanza attraverso le Feste di campo, appuntamenti pensati per far conoscere le attività e favorire l’incontro con la comunità.

Dalla sperimentazione alla costruzione di nuovi servizi territoriali

I cinque progetti finanziati da Fondazione Perugia mostrano come l’agricoltura sociale possa assumere forme differenti a seconda delle persone coinvolte e delle caratteristiche dei territori. In alcune iniziative prevale l’obiettivo dell’inserimento lavorativo, in altre quello riabilitativo o educativo, mentre in diversi casi le attività produttive vengono affiancate da momenti aperti alla cittadinanza.

Un elemento comune è la ricerca di continuità tra formazione, attività quotidiane e possibili esperienze professionali. La partecipazione a un laboratorio agricolo, infatti, non viene considerata soltanto come un’attività occupazionale, ma come parte di un percorso nel quale acquisire competenze utili anche in altri contesti. Per le organizzazioni coinvolte sarà importante verificare come queste esperienze riusciranno a svilupparsi nel tempo, sia rispetto agli obiettivi dei singoli partecipanti sia nella capacità di mantenere attive le collaborazioni avviate.

Il sostegno economico della Fondazione permette ora di dare avvio a cinque interventi con caratteristiche e destinatari diversi, inseriti però in una stessa prospettiva: rafforzare il legame tra attività agricola e servizi sociali, facendo delle imprese e delle realtà associative una parte attiva nella risposta ai bisogni del territorio. È su questa collaborazione che si concentra la proposta di Coltivazioni Sociali, con l’intenzione di costruire esperienze capaci di proseguire oltre la durata dei singoli finanziamenti e contribuire allo sviluppo di nuove opportunità nelle comunità umbre.

Foto: pexels

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