Agricoltura, continuità e visione: il passaggio di testimone secondo Fabio Rossi

Dopo otto anni alla guida di Confagricoltura Umbria, Fabio Rossi traccia un bilancio del settore e guarda al futuro dell’agricoltura. Oggi è presidente di Green Venture Media Srl e presidente del Consiglio di amministrazione di Fattoria Autonoma Tabacchi

Dopo un lungo mandato alla guida di Confagricoltura Umbria, Fabio Rossi ha lasciato il testimone a Matteo Pennacchi, al termine di un percorso che ha accompagnato il settore agricolo regionale in anni complessi e di profonda trasformazione. Un passaggio che non rappresenta una chiusura, ma una continuità di visione e impegno per il futuro del comparto.

Dopo otto anni alla guida di Confagricoltura Umbria, che bilancio si sente di fare?
È stato un percorso intenso, in cui abbiamo lavorato per rafforzare il sistema agricolo regionale e dare maggiore rappresentanza alle imprese. L’obiettivo è sempre stato quello di costruire una struttura solida, capace di affrontare le difficoltà e accompagnare le aziende nella crescita.

Qual è oggi la sfida principale per l’agricoltura umbra?
La vera sfida è quella di rimanere competitivi in un contesto sempre più complesso. I costi aumentano, le normative cambiano e il mercato è sempre più globale. Serve capacità di adattamento, ma anche una strategia chiara e condivisa.

Durante il suo mandato si è parlato molto di agricoltura come asset strategico. È un concetto ormai acquisito?
È un concetto che va continuamente ribadito. L’agricoltura non è solo produzione, ma economia, territorio e identità. È fondamentale difenderla anche da narrazioni distorte che rischiano di indebolirne il ruolo.

Quanto è importante oggi fare sistema tra imprese e rappresentanze?
È fondamentale. Nessuna azienda può affrontare da sola le sfide attuali. La collaborazione tra imprese, associazioni e istituzioni è la chiave per costruire filiere forti e competitive.

Che eredità lascia a chi oggi guida Confagricoltura Umbria?
Lascio un’organizzazione solida, con progetti avviati e una visione chiara. Ma soprattutto una squadra di persone competenti, che rappresenta il vero valore dell’associazione.

Oggi il suo impegno prosegue in ambito imprenditoriale e mediatico. Come vede l’evoluzione del settore da questa nuova prospettiva?
Oggi più che mai l’agricoltura ha bisogno di essere raccontata in modo corretto e moderno. Comunicazione, innovazione e capacità di fare rete sono elementi centrali per il futuro del settore.

Che futuro immagina per l’agricoltura italiana e umbra?
Un futuro in cui l’agricoltura sarà sempre più impresa, capace di integrare produzione, sostenibilità e innovazione. Ma per farlo serve una visione condivisa e la capacità di affrontare il cambiamento senza subirlo.

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