L’agricoltura umbra si trova oggi in una fase di profonda trasformazione, tra nuove sfide economiche, cambiamenti normativi e la necessità di ridefinire il proprio ruolo all’interno del sistema produttivo. Ne parliamo con Matteo Pennacchi, nuovo presidente di Confagricoltura Umbria, chiamato a guidare il settore in un momento cruciale.

Presidente, lei ha appena assunto la guida di Confagricoltura Umbria in un momento delicato. Che fase sta vivendo oggi l’agricoltura?
Siamo in una fase di grande trasformazione. L’agricoltura sta affrontando cambiamenti profondi, tra dinamiche di mercato, nuove normative e pressioni esterne. È un momento che richiede capacità di adattamento ma anche una visione chiara per il futuro.
Oggi si parla spesso di agricoltura come asset strategico. È davvero percepita così?
Non sempre. Il settore viene ancora raccontato in modo parziale o semplificato, mentre in realtà ha un ruolo centrale per l’economia, per la tutela del territorio e per la tenuta delle aree interne. Serve una narrazione più corretta e consapevole.
Quanto incide oggi la disinformazione sul comparto agricolo?
Incide parecchio, soprattutto quando vengono utilizzati dati tecnici fuori contesto. Questo genera percezioni distorte che possono influenzare anche le scelte politiche. È importante che il settore torni a comunicare in modo diretto e autorevole.
Qual è oggi la priorità per le aziende agricole umbre?
La stabilità economica. Molte imprese lavorano in condizioni di incertezza, anche per via dei tempi dei contributi. Senza continuità e programmazione diventa difficile investire e crescere.
Lei ha sottolineato che oggi l’agricoltore è sempre più un imprenditore. Cosa significa concretamente?
Significa riconoscere che l’agricoltura è impresa a tutti gli effetti. Non basta più produrre, bisogna stare sul mercato, fare filiera, innovare. È un cambio di mentalità necessario per garantire sostenibilità economica.
Quale sarà la linea del suo mandato?
Puntare sulla collaborazione e sulla costruzione di filiere solide. Solo facendo sistema le imprese possono rafforzarsi e diventare più competitive.
Che futuro immagina per l’agricoltura umbra?
Un futuro in cui tradizione e innovazione convivono. Ma soprattutto un settore capace di generare reddito: perché senza sostenibilità economica non può esserci sviluppo duraturo.

