Dalla tesi al premio Lions Club: il lisimetro low-cost di Filippo Miraldi

Il lisimetro low-cost sviluppato da Filippo Miraldi e premiato dal Lions Club apre nuove prospettive per l'agricoltura di precisione e il risparmio idrico

L’innovazione può nascere da un laboratorio universitario e trasformarsi in una soluzione concreta per affrontare una delle sfide più urgenti dell’agricoltura contemporanea: la gestione sostenibile dell’acqua. È il percorso compiuto da Filippo Miraldi, giovane ingegnere laureato al Politecnico di Torino, che grazie a un progetto sviluppato durante la tesi magistrale ha conquistato il Premio Lions Club per l’innovazione tecnologica applicata all’agricoltura.

Il riconoscimento valorizza un’idea che guarda al futuro del settore primario: un lisimetro a pesata modulare, progettato per monitorare con estrema precisione il bilancio idrico del terreno attraverso una piattaforma digitale capace di raccogliere dati in tempo reale e renderli disponibili ovunque. Una soluzione che unisce sensoristica, Internet of Things, cloud computing e intelligenza artificiale con l’obiettivo di supportare un’agricoltura sempre più efficiente, resiliente e sostenibile. Il progetto nasce all’interno della nuova laurea magistrale internazionale in AgriTech Engineering del Politecnico di Torino, avviata nel 2023 per formare professionisti capaci di integrare competenze ingegneristiche, digitali e agronomiche nella trasformazione del settore agricolo.

Quando la ricerca incontra le esigenze dell’agricoltura

Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha modificato profondamente il modo di coltivare. Periodi di siccità sempre più lunghi, precipitazioni irregolari e ondate di calore rendono la disponibilità di acqua una delle principali criticità per le aziende agricole. In questo scenario diventa fondamentale conoscere con precisione il comportamento del terreno e comprendere come l’acqua venga assorbita dalle colture, trattenuta dal suolo oppure dispersa nell’ambiente. È proprio da questa esigenza che nasce il progetto di Miraldi.

Come spiega lo stesso giovane ricercatore, «periodi prolungati di caldo torrido con precipitazioni minime erano eventi rari, ma il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più frequenti. In questo contesto l’acqua è una risorsa preziosa che non può più essere sprecata». Il monitoraggio del bilancio idrico rappresenta infatti uno degli strumenti più importanti per sviluppare nuove strategie agronomiche, migliorare la gestione dell’irrigazione e selezionare colture sempre più resistenti agli stress climatici.

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Un lisimetro progettato dal sensore al cloud

Il cuore del progetto è un lisimetro a pesata modulare, completamente sviluppato da Miraldi durante il lavoro di tesi. A differenza dei sistemi tradizionali, spesso costosi e poco flessibili, la soluzione proposta è stata progettata per essere facilmente adattabile a differenti esigenze di ricerca e sperimentazione. Il sistema parte dalla cella di carico, che misura con estrema precisione le variazioni di peso del terreno, e arriva fino a un’infrastruttura cloud che permette agli utenti di monitorare i dati in tempo reale e configurare il dispositivo anche da remoto.

L’intero processo di raccolta, elaborazione e trasmissione delle informazioni è stato sviluppato con una logica modulare, consentendo al sistema di essere ampliato nel tempo e integrato con nuovi sensori e strumenti di monitoraggio. Questa architettura rende il lisimetro non soltanto uno strumento di misura, ma una piattaforma tecnologica capace di dialogare con altre soluzioni digitali dedicate all’agricoltura di precisione.

Tecnologia, sostenibilità e risparmio idrico

L’elemento più innovativo del progetto non riguarda soltanto la precisione delle misurazioni, ma soprattutto la sua accessibilità. Il lisimetro sviluppato da Miraldi nasce infatti con l’obiettivo di ridurre significativamente i costi rispetto alle soluzioni tradizionali, mantenendo allo stesso tempo elevate prestazioni e un’ampia possibilità di personalizzazione. Grazie alla sua struttura modulare, il sistema può essere adattato a differenti contesti di ricerca e di produzione agricola, offrendo agli operatori strumenti avanzati per monitorare il comportamento delle colture e supportare decisioni sempre più precise nella gestione dell’irrigazione.

Il progetto è inoltre predisposto per integrare applicazioni basate sull’intelligenza artificiale distribuita, rendendo possibile l’analisi automatica dei dati raccolti e l’ottimizzazione delle strategie irrigue in funzione delle reali esigenze delle piante. Un approccio che apre nuove prospettive per l’agricoltura di precisione, sempre più orientata all’utilizzo intelligente delle informazioni raccolte direttamente in campo. Attualmente cinque sistemi sono già installati nelle camere climatiche del Politecnico di Torino, dove vengono utilizzati per attività di ricerca dedicate allo sviluppo e alla validazione di sensori indossabili di nuova generazione destinati alle piante. Un esempio concreto di come la ricerca universitaria possa tradursi rapidamente in strumenti operativi a supporto dell’innovazione agricola.

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La formazione come motore dell’innovazione

Il percorso di Filippo Miraldi rappresenta anche il valore della formazione universitaria quando riesce a dialogare con le esigenze reali del mondo produttivo. Dopo la laurea magistrale, il giovane ingegnere ha infatti intrapreso un dottorato in Ingegneria Elettrica, Elettronica e delle Comunicazioni al Politecnico di Torino. L’attività di ricerca, sviluppata in collaborazione con Fondazione Agrion, è dedicata allo studio e alla realizzazione di soluzioni IoT innovative per un’agricoltura intelligente dal punto di vista climatico.

L’obiettivo è supportare le imprese agricole attraverso strumenti capaci di aumentare l’efficienza produttiva, ridurre gli sprechi e migliorare la gestione delle risorse naturali. Si tratta di un esempio concreto di trasferimento tecnologico, nel quale università, ricerca e imprese collaborano per sviluppare soluzioni che possano trovare applicazione diretta nelle aziende agricole.

L’agricoltura del futuro passa dalla ricerca

L’esperienza di Filippo Miraldi dimostra come l’innovazione non nasca soltanto dai grandi investimenti industriali, ma possa svilupparsi anche attraverso il lavoro di giovani ricercatori capaci di trasformare una tesi universitaria in un progetto con ricadute concrete sul settore agricolo. In un contesto segnato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, strumenti come il lisimetro low-cost rappresentano un’opportunità per migliorare la gestione dell’acqua, ottimizzare i consumi e aumentare la resilienza delle produzioni agricole. La sfida dell’agricoltura contemporanea non riguarda infatti soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma la capacità di renderle accessibili, sostenibili e facilmente integrabili nelle attività quotidiane delle imprese.

Il premio assegnato dal Lions Club va quindi oltre il riconoscimento personale: evidenzia il valore della ricerca applicata e conferma quanto sia strategico investire nella formazione di nuove competenze capaci di accompagnare la transizione del settore primario. In un’epoca in cui sostenibilità, digitalizzazione e innovazione sono chiamate a procedere insieme, progetti come quello sviluppato da Miraldi dimostrano che il futuro dell’agricoltura passa sempre più dalla collaborazione tra università, ricerca e imprese. Soluzioni tecnologiche accessibili e orientate alle esigenze del territorio potranno contribuire a costruire un modello produttivo più efficiente, resiliente e capace di affrontare le sfide climatiche dei prossimi anni.

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