L’agricoltura trentina sembra parlare sempre più il linguaggio delle nuove generazioni. Al 30 giugno le imprese guidate da under 35 in Trentino erano 4.436, 63 in più rispetto all’anno precedente, con una crescita dell’1,4%. Sul totale delle 47.088 aziende registrate, quelle giovanili rappresentano il 9,4%, una quota superiore sia alla media nazionale dell’8% sia a quella del Nord Est, ferma al 7,6%. Ma è soprattutto il settore agricolo a distinguersi: conta 1.037 imprese condotte da giovani, pari al 23,4% del totale delle attività under 35.
Secondo Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, questi numeri mostrano quanto l’agricoltura continui a essere attrattiva. Dietro il dato c’è un settore cambiato, nel quale il rapporto con la terra convive con innovazione, strumenti digitali e modelli imprenditoriali. «L’agricoltura in Trentino è ancora attrattiva», osserva Barbacovi, indicando nella tecnologia una delle leve capaci di accompagnarne l’evoluzione.
Giovani e agricoltura in Trentino: tecnologia e territorio cambiano il settore
Per chi oggi sceglie di lavorare nei campi, innovare non significa abbandonare la tradizione. Agricoltura 4.0, nuovi macchinari, intelligenza artificiale e sensoristica permettono di conoscere meglio le colture e utilizzare le risorse con maggiore precisione. Uno degli ambiti più importanti è la gestione dell’acqua.
I sistemi digitali possono aiutare a individuare il momento migliore per irrigare, rendendo gli interventi più puntuali e limitando gli sprechi. In un territorio complesso come quello montano, raccogliere e interpretare dati diventa uno strumento per migliorare l’efficienza delle aziende.

Droni in agricoltura: un potenziale ancora da sviluppare
Tra le tecnologie più promettenti ci sono i droni. Potrebbero essere utilizzati per monitorare le colture, individuare malattie fungine e insetti, analizzare lo stato fitosanitario e verificare la qualità della frutta. Secondo Barbacovi, però, il quadro normativo non consente ancora un impiego esteso nelle aziende e l’utilizzo resta legato alla sperimentazione.
«Le potenzialità sono enormi», sottolinea Barbacovi. Alcuni test riguardano persino la raccolta della frutta, mentre software e applicazioni devono ancora essere perfezionati. Per l’agricoltura di montagna, poter intervenire anche nelle zone difficili da raggiungere potrebbe rappresentare un cambiamento significativo.
Agricoltura 4.0: dai sensori ai robot nelle stalle
L’innovazione riguarda gli allevamenti. I robot da mungitura, dove le caratteristiche delle stalle ne consentono l’installazione, possono aiutare gli allevatori a organizzare meglio il lavoro e ridurre il peso di alcune operazioni quotidiane.
La tecnologia diventa un supporto alle competenze dell’agricoltore, non un loro sostituto. Automazione e strumenti digitali possono contribuire a rendere più efficiente un mestiere che, soprattutto in montagna, continua a richiedere presenza, esperienza e conoscenza diretta del territorio.

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Agricoltura multifunzionale: nuove opportunità per giovani e donne
Ad attirare le nuove generazioni è anche la trasformazione dell’impresa agricola. Oggi agricoltura significa produzione, ma anche agriturismo, fattorie didattiche, ecoturismo e attività sociali. La multifunzionalità permette di diversificare il reddito e creare legami con le comunità locali.
Rilevante la presenza femminile: in Trentino-Alto Adige circa 4.700 imprese agricole sono guidate da donne, quasi il 30% del totale. Un dato che mostra come il settore possa aprire opportunità imprenditoriali a profili differenti.
Il futuro dell’agricoltura trentina tra clima, acqua e lavoro
Restano sfide importanti. L’agricoltura di montagna deve confrontarsi con cambiamento climatico, disponibilità idrica e sostenibilità economica. A queste questioni si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera, mentre la crescita delle aziende rende necessario trovare nuovi strumenti per rispondere alla domanda di lavoratori.
Barbacovi richiama anche il tema degli alloggi destinati al personale del comparto. Il ritorno dei giovani nei campi è un segnale positivo, ma per renderlo duraturo occorrono condizioni economiche e organizzative adeguate. Tecnologia e territorio possono diventare i punti di partenza di un’agricoltura capace di innovare senza perdere il proprio legame con la montagna.


