Pesche, 2,54 euro al consumo contro 0,70 all’agricoltore: Coldiretti Cuneo chiede trasparenza

Dalle pesche alle mele Golden, Coldiretti Cuneo accende i riflettori sul divario tra prezzi all’origine e al consumo e chiede maggiore trasparenza nella filiera

Dietro il prezzo di un chilo di frutta acquistato al supermercato esiste una filiera più complessa di quanto racconti lo scontrino. Il caso delle pesche fotografato da Coldiretti Cuneo riporta al centro una questione che riguarda agricoltori e consumatori: come viene distribuito il valore? Nei primi giorni di agosto un chilo di pesche viene pagato mediamente 2,54 euro al consumo, mentre al produttore vengono riconosciuti circa 70 centesimi. Tra campo e cassa si apre così una distanza di 1,84 euro.

Il dato non significa che l’intera differenza rappresenti un margine della distribuzione: intervengono selezione, confezionamento, trasporto, conservazione e vendita. Coldiretti Cuneo chiede però maggiore trasparenza della filiera, per comprendere come venga distribuito il valore generato dal prodotto.

Prezzi delle pesche: 2,54 euro al consumatore e 0,70 all’agricoltore

L’analisi mette in relazione i prezzi medi rilevati nelle principali catene distributive della provincia di Cuneo con le quotazioni disponibili, confrontando prodotti della stessa tipologia e condizioni commerciali. Per le pesche, quasi tre quarti del prezzo pagato dal consumatore non corrispondono al valore riconosciuto direttamente al produttore. La forbice aumenta con le mele Golden: 2,38 euro al chilo al consumo contro circa 40 centesimi riconosciuti all’agricoltore. La differenza raggiunge 1,98 euro e il prezzo alla cassa risulta quasi sei volte quello all’origine.

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Pesche e mele Golden: i prezzi cambiano nella provincia di Cuneo

La rilevazione evidenzia differenze anche all’interno dello stesso territorio. Nella provincia di Cuneo la variabilità dei prezzi raggiunge il 25% per le Golden e il 65% per le pesche, mostrando quanto il punto vendita possa incidere sulla spesa sostenuta dalle famiglie.

Intanto, secondo l’analisi Coldiretti su dati Ismea, nella quarta settimana di luglio i prezzi all’origine di pesche e nettarine risultavano inferiori del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una dinamica che diventa significativa considerando le difficoltà affrontate dalle aziende.

Agricoltura e clima: produrre frutta diventa più complesso

Le imprese agricole devono confrontarsi con temperature elevate, siccità, grandinate e cimice asiatica. Il caldo può provocare scottature sui frutti e rendere parte della produzione non commerciabile, mentre aumenta il fabbisogno di acqua necessario per accompagnare le colture fino alla raccolta.

Proteggere le piante, irrigare e selezionare il prodotto significa sostenere costi mentre rimane elevato il rischio legato alle condizioni meteorologiche. Il tema del reddito agricolo diventa così parte della sostenibilità economica delle aziende e della capacità di mantenere produttivi i territori.

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Prezzi della frutta, Coldiretti Cuneo chiede maggiore trasparenza

«Per un chilo di pesche all’agricoltore vengono riconosciuti 70 centesimi, mentre il consumatore ne paga mediamente 2,54 euro», dichiara Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo. L’organizzazione chiede che la distribuzione della differenza lungo la filiera sia chiara, tutelando produttori e cittadini.

Per Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo, servono contratti scritti, rispetto della normativa contro le pratiche commerciali sleali e accordi più solidi tra produzione, trasformazione e distribuzione. L’obiettivo è garantire un reddito dignitoso alle aziende senza trasferire gli squilibri sulle famiglie.

Frutta italiana e filiera agricola: la sfida del giusto prezzo

Il caso piemontese apre una questione più ampia sul futuro dell’agricoltura italiana. Rendere trasparente il percorso del prezzo permette al consumatore di comprendere meglio quanto paga e quale parte del valore raggiunge effettivamente chi coltiva.

Sostenere la frutta italiana, locale e di stagione è importante, ma servono filiere capaci di distribuire meglio il valore. La sostenibilità non riguarda soltanto ambiente e risorse: significa anche creare condizioni economiche che permettano agli agricoltori di continuare a produrre, investire e presidiare il territorio.

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